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Appteria

di Vladlena Benesova

Messaggi prima dell'arrivo: cosa inviare agli ospiti e quando

Una receptionist dietro il banco di un agriturismo sorride a un'ospite che riceve sul telefono il messaggio prima dell'arrivo; fuori, cipressi e un vigneto toscano

Un ospite che ti scrive alle 23:40 per chiedere dove parcheggiare non ti sta mancando di rispetto: ti sta dicendo che un'informazione essenziale è arrivata troppo tardi, o non è arrivata affatto. I messaggi automatici prima del soggiorno servono proprio a questo: anticipare i dubbi prevedibili, preparare un arrivo sereno e lasciare al tuo staff il tempo per le richieste che hanno davvero bisogno di una risposta umana.

Se gestisci un agriturismo, un hotel indipendente, un B&B o una villa, automatizzare non vuol dire mandare comunicazioni fredde e tutte uguali. Vuol dire costruire un percorso chiaro: l'ospite riceve quello che gli serve nel momento in cui gli serve, a te arrivano meno telefonate e messaggi ripetitivi, e le vendite extra non restano affidate alla memoria di chi è in reception.

Perché i messaggi prima dell'arrivo cambiano il soggiorno

Tra la prenotazione e il check-in passano giorni, a volte mesi, che molte strutture usano poco. Eppure è proprio lì che l'ospite organizza il viaggio e decide se aggiungere una cena, un transfer, un trattamento o un'esperienza sul territorio.

Se non gli dai indicazioni, le cercherà sul sito, ti chiamerà o arriverà con aspettative diverse dalle tue. Se gliele mandi tutte insieme in un messaggio lungo, leggerà le prime righe e basta. Il valore sta nella sequenza, non nella quantità di testo.

Una buona comunicazione pre-soggiorno ha effetti concreti: meno domande su orari, accessi e servizi, meno arrivi confusi, più servizi aggiuntivi venduti e dati più completi per organizzare camere, tavoli, transfer e attività. Nei progetti che seguiamo, un flusso ben impostato libera in genere dalle 2 alle 10 ore di lavoro a settimana, a seconda delle dimensioni della struttura. Con un team piccolo, anche poche richieste in meno al giorno si sentono.

C'è però un limite, e te lo diciamo subito: non tutti gli ospiti vogliono cinque messaggi per una notte. La frequenza va calibrata sulla durata del soggiorno, sul valore della prenotazione e su quanto è complicato arrivare da te. Una villa isolata in collina ha bisogno di spiegare molto di più di un hotel in città con la reception aperta 24 ore su 24.

La sequenza che funziona

Il punto di partenza sono i dati che hai già nella prenotazione: data di arrivo, numero di ospiti, lingua, tipo di camera o alloggio, canale di provenienza e servizi acquistati. Se PMS, booking engine, channel manager e CRM non si parlano, rischi di mandare informazioni sbagliate o di dover correggere tutto a mano. In quel caso non hai automatizzato niente: hai solo aggiunto un altro strumento da controllare.

Subito dopo la prenotazione: conferma e dai certezze

Il primo messaggio ha un compito semplice: rassicurare. Oltre alla conferma, spiega in poche righe cosa succederà prima dell'arrivo e indica un contatto per le richieste particolari. È anche il momento giusto per raccogliere quello che il booking engine non chiede: esigenze alimentari, culla, animali, orario di arrivo previsto, dati per la fattura.

Non trasformarlo in un modulo infinito. Chiedi solo ciò che ti serve davvero per organizzarti. Se hai un ristorante interno, ti interessa sapere di allergie o se l'ospite vuole prenotare la cena. Se gestisci un glamping o un campeggio, ti serve sapere con che mezzo arriva e a che ora.

Da sette a dieci giorni prima: proponi servizi pertinenti

Qui spesso si gioca l'upselling, perché il viaggio è vicino ma l'ospite ha ancora tempo per decidere. Quando la proposta è mirata, i servizi extra possono aggiungere fino al 30% al valore della prenotazione. La condizione è che sia concreta, limitata e coerente con chi ha prenotato.

Un agriturismo può proporre degustazione, visita in cantina, cena della prima sera o e-bike. Un hotel vicino a stazione o aeroporto può offrire transfer e parcheggio. Una villa può presentare chef privato, spesa fatta all'arrivo o check-in anticipato. Non serve proporre tutto a tutti: una famiglia con bambini e una coppia in fuga romantica non devono ricevere lo stesso messaggio.

Conta anche la forma. Scrivi disponibilità, prezzo e come prenotare, invece di un generico "scopri i nostri servizi". Se l'ospite deve telefonarti per sapere quanto costa il parcheggio, hai solo spostato il lavoro.

Da due a tre giorni prima: rendi semplice l'arrivo

È il messaggio più operativo e, quasi sempre, quello che ti toglie più richieste. Deve contenere quello che l'ospite cerca mentre è in viaggio: indirizzo preciso, indicazioni per l'ultimo tratto, parcheggio, orari di check-in, cosa fare se arriva tardi e un numero da chiamare.

Se la tua struttura è in campagna, le coordinate da inserire nel navigatore, due righe sulla strada sterrata o sul cancello da aprire evitano un arrivo frustrante ancora prima di entrare. Se hai un B&B in centro storico, contano di più la ZTL, il garage convenzionato, il punto dove scaricare i bagagli e le istruzioni per il self check-in.

Qui entra in gioco Stayly, il concierge digitale che abbiamo sviluppato. Nel messaggio metti un link (o, in struttura, un QR code): l'ospite lo apre dal telefono senza installare nessuna app e trova nella sua lingua le istruzioni per arrivare, il Wi-Fi, le regole della casa, i consigli sui dintorni e il catalogo dei tuoi servizi, da cui può mandarti una richiesta. Tu vedi tutte le richieste e il loro stato in un unico pannello. Così l'ospite non deve ripescare vecchi messaggi WhatsApp o allegati, e quando cambi un orario lo aggiorni in un solo posto.

Il giorno dell'arrivo: ricorda senza inseguire

Un promemoria breve è utile quando l'ospite ti ha comunicato l'orario o deve ancora completare un passaggio, come inviare i documenti. Deve leggersi bene su smartphone e partire solo quando aggiunge qualcosa.

Per esempio, può ricordare di mandare i documenti prima dell'arrivo, confermare il codice d'accesso per il self check-in o avvisare che la reception chiude a una certa ora. Evita invece messaggi automatici doppi a poche ore da un check-in normale già confermato: comunicano disorganizzazione, non attenzione.

Cosa scrivere, senza sembrare un robot

Un messaggio automatico che funziona non finge di essere una chiacchierata personale. È chiaro sul suo scopo, usa il nome dell'ospite quando lo hai e mantiene il tono della tua struttura: più caldo per una villa di charme, più asciutto per un hotel che lavora con clientela business. In entrambi i casi, frasi semplici e informazioni verificabili valgono più di qualsiasi formula promozionale.

Un buon messaggio di arrivo potrebbe essere: "Ciao Laura, ti aspettiamo venerdì dalle 15:00. Per raggiungerci senza entrare nella ZTL, imposta questo indirizzo sul navigatore. Se pensi di arrivare dopo le 19:00, avvisaci entro le 17:00 e ti mandiamo le istruzioni." Non è creativo, ma risolve un problema vero.

Ogni messaggio dovrebbe chiedere una sola azione: indicare una preferenza, prenotare un servizio, comunicare l'orario di arrivo o aprire le istruzioni. Quando nello stesso testo ci sono sconto, regolamento, mappa, menu, link di pagamento e quattro domande, l'ospite rimanda. E spesso non ci torna più.

Poi c'è la lingua. Se ospiti molti stranieri, scrivi nella lingua della prenotazione o almeno in un inglese chiaro. Le traduzioni automatiche non ricontrollate, soprattutto su istruzioni di accesso e condizioni di pagamento, creano più problemi di quanti ne risolvano.

Gli errori che fanno perdere tempo e vendite

Il primo è automatizzare un processo confuso. Prima di scegliere strumenti e flussi, decidi chi aggiorna le informazioni, quali eccezioni esistono e cosa succede quando un ospite modifica o cancella. Un messaggio con le date sbagliate è peggio di nessun messaggio.

Il secondo è usare lo stesso flusso per tutti i canali. Prenotazioni dirette, portali, gruppi, voucher e clienti abituali hanno bisogno di comunicazioni diverse. Alcuni dati non arrivano da tutti i canali, e certe offerte non hanno senso per chi ha già comprato un pacchetto.

Il terzo è non misurare. Conta quante domande ripetitive ricevi prima e dopo, quanti ospiti inviano i documenti in anticipo, quali servizi extra vengono acquistati e quali messaggi generano risposte o cancellazioni. Non ti servono report complicati, ti bastano i numeri per capire se il flusso ti toglie lavoro o te ne aggiunge.

Infine, privacy e consensi. I messaggi necessari per gestire il soggiorno hanno una finalità diversa dalle promozioni future. Tenere separate le comunicazioni di servizio da quelle commerciali protegge il rapporto con l'ospite e mette ordine nel processo.

Da dove iniziare

Non partire da un nuovo software. Parti dalle dieci domande che il tuo staff riceve più spesso prima degli arrivi: parcheggio, orari, documenti, indicazioni stradali, cena, animali, ZTL, piscina, arrivi tardivi. Da lì escono quasi sempre i contenuti dei primi messaggi.

Poi imposta tre messaggi essenziali: conferma e raccolta dati, proposta di servizi, istruzioni di arrivo. Solo dopo ha senso aggiungere segmentazione, più lingue e integrazioni avanzate. Quando lavoriamo su questi flussi li colleghiamo agli strumenti che usi già, così non ti ritrovi con doppie registrazioni o lavoro manuale nascosto. E se per il tuo volume di prenotazioni bastano tre modelli ben scritti da inviare a mano, te lo diciamo.

Se vuoi capire quali messaggi ti toglierebbero più richieste, scrivici: ti diciamo cosa imposteremmo per primo e cosa può aspettare.

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Domande frequenti

Quanti messaggi devo mandare a un ospite che si ferma una sola notte?
Di solito ne bastano due: la conferma con le richieste essenziali e le istruzioni di arrivo pochi giorni prima. La proposta di servizi extra ha senso solo se hai qualcosa di utile per quel tipo di soggiorno, per esempio la cena la sera stessa.
Posso inviare gli stessi messaggi agli ospiti che arrivano da Booking o Airbnb?
Sì, ma non con lo stesso flusso delle prenotazioni dirette. I portali non sempre passano email e numero completi, e alcune offerte non vanno bene per chi ha già comprato un pacchetto: conviene preparare una variante per ogni canale.
Mi serve un nuovo gestionale per automatizzare questi messaggi?
Quasi mai. Nella maggior parte dei casi basta collegare tra loro gli strumenti che già usi, cioè PMS, booking engine e canali di messaggistica, e decidere chi tiene aggiornate le informazioni.
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